Syslinux (Italiano)
| Summary |
|---|
| Descrive l'installazione e la configurazione di Syslinux, una collezione di bootloaders. |
| Overview |
| Per poter avviare Arch Linux è necessario che sia installato, nel Master Boot Record, un bootloader compatibile con Linux come GRUB(2), Syslinux, LILO, oppure GRUB Legacy. Il bootloader è il responsabile del caricamento del kernel e del ramdisk iniziale prima che sia avviato il processo di boot. |
Syslinux è una collezione di boot loaders capaci di effettuare il boot da dischi rigidi, CD e via rete utilizzando PXE. Supporta i filesystems Wikipedia:FAT, Wikipedia:ext2, Wikipedia:ext3, Wikipedia:ext4 e Wikipedia:Btrfs.
Sistemi BIOS
Il processo di boot di Syslinux
- Caricamento del MBR. Durante la fase di boot, il computer legge il contenuto del MBR (
/usr/lib/syslinux/bios/mbr.bin). - Ricerca della partizione attiva. Il MBR identifica la partizione contrassegnata come attiva (ossia avente la cosiddetta "boot flag").
- Esecuzione del Volume Boot Record. Il Volume Boot Record (VBR) viene eseguito una volta trovato. Se si usano partizioni ext2/3/4 o FAT12/16/32, il settore d'inizio di
ldlinux.sysè hardcoded nel VBR - Esecuzione di ldlinux.sys. Viene eseguito il VBR (
ldlinux.sys). Se la posizione dildlinux.syscambia, Syslinux non sarà più in grado di effettuare il boot. Nel caso si usino partizioni btrfs il processo di cui sopra non funzionerà, poichè i files si muovono continuamente modificando così il settore doveldlinux.sysrisiede. Per questo motivo, l'intero codice di Syslinux dovrà essere scritto fuori dal filesystem, ovvero nei settori seguenti al VBR. - Ricerca del file di configurazione. Una volta che Syslinux è stato caricato, viene cercato uno tra i seguenti fils di configurazione:
extlinux.confosyslinux.cfg. - Caricamento del file di configurazione. Se un file valido è stato trovato, allora viene caricato in memoria, altrimenti verrà visualizzato il prompt di Syslinux.
Installazione
- Installare syslinux dai repository ufficiali.
# pacman -S syslinux
Installazione automatica
Lo script syslinux-install_update si occuperà dell'installazione di Syslinux, della copia/creazione link simbolici per i moduli *.c32 in /boot/syslinux, dell'impostazione della flag di boot e dell'installazione de boot code nel MBR. Può gestire schemi di partizionamento MBR e GPT e RAID software.
- 1. Se si utilizza una partizione di boot separata, assicurarsi che sia montata. Si controlli con
lsblk; se non si vede nessun mount point che punta a/boot, si monti la partizione prima di procedere.
- 2.Si esegua lo script
syslinux-install_updatecon gli argomenti-i(installa i files)-a(imposta la partizione come "attiva")-m(installa il boot code nel MBR):
# syslinux-install_update -i -a -m
- 3. Si crei o modifichi il file
/boot/syslinux/syslinux.cfgsecondo le indicazioni riportate in #Configurazione.
Installazione manuale
La partizione di boot dove si intende installare Syslinux deve avere filesystem fat, ext2, ext3, ext4 o btrfs. L'installazione deve avvenire in una directory montata, e non su /dev/sdXY. Non è necessario installarlo nella root directory di un file system: se ad esempio si ha la partizione /dev/sda1 montata su /boot, è possibile installare Syslinux nella directory syslinux:
# mkdir /boot/syslinux # cp -r /usr/lib/syslinux/bios/* /boot/syslinux # extlinux --install /boot/syslinux
Dopo l'esecuzione dei comandi di cui sopra, sarà necessario installare nella regione del disco di 440 byte chiamata Master Boot Record (da non confondersi con lo schema di partizionamento MBR) il boot code di Syslinux mbr.bin o gptmbr.bin
Tabella partizioni in formato MBR
Sarà quindi necessario contrassegnare la propria partizione di boot come attiva: fdisk, cfdisk, sfdisk e gparted sono applicazioni in grado di compiere questa operazione (flag boot).
Una volta effettuata l'operazione, la tabella partizioni dovrebbe essere simile alla seguente:
# fdisk -l /dev/sda
[...] Device Boot Start End Blocks Id System /dev/sda1 * 2048 104447 51200 83 Linux /dev/sda2 104448 625142447 312519000 83 Linux
Si installi Syslinux nel MBR:
# dd bs=440 count=1 conv=notrunc if=/usr/lib/syslinux/bios/mbr.bin of=/dev/sda
Syslinux offre inoltre un MBR alternativo: altmbr.bin. Quest'ultimo non effettua la ricerca di una partizione avviabile, ma fa riferimento all'ultimo byte del MBR per ricavare la partizione dalla quale effettuare il boot. Ecco un esempio di utilizzo:
# printf '\x5' | cat /usr/lib/syslinux/bios/altmbr.bin - | dd bs=440 count=1 iflag=fullblock conv=notrunc of=/dev/sda
In questo caso, un singolo byte avente valore 5 viene inserito alla fine del file altmbr.bin e i 440 byte risultanti vengono scritti nel MBR del disco /dev/sda.
Syslinux è stato quindi installato nella prima partizione logica (/dev/sda5) del disco.
Tabella partizioni GUID
È necessario impostare il bit 2 (legacy_boot) degli attributi relativi alla partizione /boot:
# sgdisk /dev/sda --attributes=1:set:2
Così facendo, si rende il dispositivo avviabile.
Verificare che l'operazione sia stata eseguita correttamente:
# sgdisk /dev/sda --attributes=1:show 1:2:1 (legacy BIOS bootable)
Installazione nel MBR:
# dd bs=440 conv=notrunc count=1 if=/usr/lib/syslinux/bios/gptmbr.bin of=/dev/sda
Se il comando di cui sopra non funziona è possibile provare ad utilizzare:
# syslinux-install_update -i -m
Sistemi UEFI
Limitazioni di Syslinux in modalità UEFI
- L'applicazione UEFI di Syslinux (
syslinux.efi) non può essere firmata dasbsign(pacchetto sbsigntool) per l'uso con il Secure Boot. Bug report - http://bugzilla.syslinux.org/show_bug.cgi?id=8 - L'utilizzo del tasto
TABper la modifica dei parametri del kernel in modalità UEFI crea artefatti a schermo e testo sovrapposto. Bug report - http://bugzilla.syslinux.org/show_bug.cgi?id=9 - Syslinux UEFI non supporta il chainloading di altre applicazioni UEFI come {{ic|UEFI Shell} o
Windows Boot Manager. Bug report - http://bugzilla.syslinux.org/show_bug.cgi?id=17 - Syslinux UEFI non supporta il boot in macchina virtuale (QEMU/OVMF, Virtualbox e VMware, oltre ad alcuni ambienti UEFI emulati come DUET). Bug reports - http://bugzilla.syslinux.org/show_bug.cgi?id=21 e http://bugzilla.syslinux.org/show_bug.cgi?id=23
- Memdisk non è disponibile in modalità UEFI. Bug report - http://bugzilla.syslinux.org/show_bug.cgi?id=30
Installazione
Installare il pacchetto syslinux ed installare Syslinux nella partizione EFI di sistema come mostrato sotto.
# pacman -S syslinux
Copiare i file di Syslinux nella partizione EFI di sistema:
# mkdir -p $esp/EFI/syslinux # cp -r /usr/lib/syslinux/efi64/* $esp/EFI/syslinux
Si crei una voce di avvio per Syslinux utilizzando Unified Extensible Firmware Interface#efibootmgr:
# mount -t efivarfs efivarfs /sys/firmware/efi/efivars # efibootmgr -c -d /dev/sdX -p Y -l /EFI/syslinux/syslinux.efi -L "Syslinux"
Si crei o modifichi il file $esp/EFI/syslinux/syslinux.cfg seguendo le istruzioni in #Configurazione.
Configurazione
Il file di configurazione di Syslinux, syslinux.cfg, dovrebbe essere creato nella stesa directory dove risiede Syslinux che nel nostro caso corrisponde a: /boot/syslinux.
Il bootloader controllerà l'esistenza del file syslinux.cfg (preferito) o extlinux.conf.
Esempi
Configurazione di base
Di seguito viene presentato un semplice file di configurazione che visualizza il prompt boot: ed esegue il boot automaticamente dopo 5 secondi.
Configurazione:
/boot/syslinux/syslinux.cfg
PROMPT 1
TIMEOUT 50
DEFAULT arch
LABEL arch
LINUX ../vmlinuz-linux
APPEND root=/dev/sda2 ro
INITRD ../initramfs-linux.img
LABEL archfallback
LINUX ../vmlinuz-linux
APPEND root=/dev/sda2 ro
INITRD ../initramfs-linux-fallback.img
Se si desidera effettuare automaticamente il boot senza visualizzare il prompt, si imposti PROMPT a 0.
Se si desidera usare gli UUID per la nomenclatura persistende dei dispositivi a blocchi si modifichi la riga APPEND inserendo l'UUID della propria partizione root:
APPEND root=UUID=978e3e81-8048-4ae1-8a06-aa727458e8ff ro
Se si usa il sistema di cifratura LUKS, si modifichi la riga APPEND affinchè Syslinux utilizzi il volume criptato:
APPEND root=/dev/mapper/gruppo-nome cryptdevice=/dev/sda2:nome ro
Se si utilizza un Wikipedia:RAID software attraverso mdadm, si modifichi la linea APPEND in modo da comprendere gli array del vostro RAID.
Nell'esempio che segue vengono utilizzati tre array in RAID 1 e impostato quello corretto come root:
APPEND root=/dev/md1 ro md=0,/dev/sda2,/dev/sdb2 md=1,/dev/sda3,/dev/sdb3 md=2,/dev/sda4,/dev/sdb4
Se si riscontrano problemi con il boot da una partizione situata su un raid software usando il metodo di cui sopra, si provino ad utilizzare le etichette delle partizioni:
APPEND root=LABEL=ETICHETTA_PARTIZIONE_ROOT ro
Menù testuale
Syslinux consente di utilizzare un menù testuale. Per utilizzarlo si copi il modulo menu nella propria directory di Syslinux:
# cp /usr/lib/syslinux/bios/menu.c32 /boot/syslinux/
Configurazione:
/boot/syslinux/syslinux.cfg
UI menu.c32
PROMPT 0
MENU TITLE Boot Menu
TIMEOUT 50
DEFAULT arch
LABEL arch
MENU LABEL Arch Linux
LINUX ../vmlinuz-linux
APPEND root=/dev/sda2 ro
INITRD ../initramfs-linux.img
LABEL archfallback
MENU LABEL Arch Linux Fallback
LINUX ../vmlinuz-linux
APPEND root=/dev/sda2 ro
INITRD ../initramfs-linux-fallback.img
Per ulteriori dettagli sul menù, si veda la documentazione di Syslinux.
Menù grafico
È disponibile un menù grafico. Per utilizzarlo, si copi il modulo COM32 vesamenu nella propria directory di Syslinux:
# cp /usr/lib/syslinux/bios/vesamenu.c32 /boot/syslinux/
Questo file di configurazione utilizza la stessa impostazione grafica del CD di installazione di Arch Linux. Lo sfondo è disponibile allo stesso indirizzo.
Per essere certi che il sistema si avvii con questo file di configurazione, assicurarsi che lo stesso si riferisca alla partizione corretta
Configurazione:
/boot/syslinux/syslinux.cfg
UI vesamenu.c32
DEFAULT arch
PROMPT 0
MENU TITLE Boot Menu
MENU BACKGROUND splash.png
TIMEOUT 50
MENU WIDTH 78
MENU MARGIN 4
MENU ROWS 5
MENU VSHIFT 10
MENU TIMEOUTROW 13
MENU TABMSGROW 11
MENU CMDLINEROW 11
MENU HELPMSGROW 16
MENU HELPMSGENDROW 29
# Refer to http://www.syslinux.org/wiki/index.php/Comboot/menu.c32
MENU COLOR border 30;44 #40ffffff #a0000000 std
MENU COLOR title 1;36;44 #9033ccff #a0000000 std
MENU COLOR sel 7;37;40 #e0ffffff #20ffffff all
MENU COLOR unsel 37;44 #50ffffff #a0000000 std
MENU COLOR help 37;40 #c0ffffff #a0000000 std
MENU COLOR timeout_msg 37;40 #80ffffff #00000000 std
MENU COLOR timeout 1;37;40 #c0ffffff #00000000 std
MENU COLOR msg07 37;40 #90ffffff #a0000000 std
MENU COLOR tabmsg 31;40 #30ffffff #00000000 std
LABEL arch
MENU LABEL Arch Linux
LINUX ../vmlinuz-linux
APPEND root=/dev/sda2 ro
INITRD ../initramfs-linux.img
LABEL archfallback
MENU LABEL Arch Linux Fallback
LINUX ../vmlinuz-linux
APPEND root=/dev/sda2 ro
INITRD ../initramfs-linux-fallback.img
Dalla versione 3.84 di Syslinux, vesamenu.c32 supporta il parametro MENU RESOLUTION $LARGHEZZA $ALTEZZA. Per utilizzarlo, si inserisca ad esempio MENU RESOLUTION 1440 900 nel proprio file di configurazione. Si noti tuttavia che l'immagine di sfondo dovrà essere della stessa risoluzione, altrimenti Syslinux si rifiuterà di caricare il menù.
Boot automatico
Se non si desidera visualizzare il menù di Syslinux ed effettuare direttamente il boot, si commentino tutti i comandi contenenti la direttiva UI e ci si assicuri che il parametro DEFAULT esista nel proprio syslinux.cfg.
Chainloading
Se si desidera effettuare il chainload di altri sistemi operativi (ad esempio Windows) o altri bootloader, si copi (o si utilizzi un link simbolico, se possibile) il modulo chain.c32 nella directory di Syslinux (per i dettagli si consulti la sezione precedente). Si crei quindi la seguente sezione nel file di configurazione:
/boot/syslinux/syslinux.cfg
LABEL windows
MENU LABEL Windows
COM32 chain.c32
APPEND hd0 3
hd0 3 rappresenta la terza partizione del primo disco identificato dal BIOS. I dischi sono contati partendo da zero, mentre le partizioni da uno.
Se non si è sicuri di quale drive venga identificato dal vostro BIOS come primo, è possibile utilizzare l'identificativo MBR oppure, se si usa GPT, l'etichetta del filesystem. Per utilizzare l'identificativo MBR si utilizzi il comando:
# fdisk -l /dev/sdb Disk /dev/sdb: 128.0 GB, 128035676160 bytes 255 heads, 63 sectors/track, 15566 cylinders, total 250069680 sectors Units = sectors of 1 * 512 = 512 bytes Sector size (logical/physical): 512 bytes / 512 bytes I/O size (minimum/optimal): 512 bytes / 512 bytes Disk identifier: 0xf00f1fd3 Device Boot Start End Blocks Id System /dev/sdb1 2048 4196351 2097152 7 HPFS/NTFS/exFAT /dev/sdb2 4196352 250066943 122935296 7 HPFS/NTFS/exFAT
sostituendo /dev/sdb all'identificativo del drive del quale si vuole effettuare il chainload. Utilizzando il valore esadecimale reperibile in Disk identifier:, la sintassi del syslinux.cfg sarà:
LABEL windows
MENU LABEL Windows
COM32 chain.c32
APPEND mbr:0xf00f1fd3
Per ulteriori dettagli sul chainloading si veda: [1].
Se GRUB2 è installato nella propria partizione di boot, è possibile effettuarne il chainload utilizzando:
/boot/syslinux/syslinux.cfg
LABEL grub2
MENU LABEL Grub2
COM32 chain.c32
append file=../grub/boot.img
Chainloading di un altro sistema Linux
Quando si effettua il chainloading di un bootloader come quello di Windows, non ci sono problemi, in quanto si dispone di un bootloader da avviare, mentre Syslinux è in grado di caricare files che risiedono sulla stessa partizione del file di configurazione. Se quindi si ha un'altra versione di Linux installata su una partizione differente e senza /boot separata, è necessario utilizzare Extlinux. In poche parole, è possibile installare quest'ultimo sul superblocco della partizione per poi essere richiamato dal Syslinux installato nel MBR.
Le seguenti istruzioni presuppongono che si sia già installato Syslinux, che il path al file di configurazione sia /boot/syslinux e che la distribuzione di cui effettuare il chainload risieda su /dev/sda3.
Una volta avviata la distribuzione che Syslinux avvia di default, si monti la partizione di root dell'altra distribuzione su un mount point a piacere. In questo esempio si utilizzerà /mnt; si noti che se si usa una partizione di boot separata sarà necessario montarla: l'esempio assume che questa sia /dev/sda2.
# mount /dev/sda3 /mnt # mount /dev/sda2 /mnt/boot (necessario solamente per /boot separata)
Si installi Extlinux e si copino i moduli *.c32 necesari:
# extlinux -i /mnt/boot/syslinux
# cp /usr/lib/syslinux/bios/{chain,menu}.c32 /mnt/boot/syslinux
Si crei /mnt/boot/syslinux/syslinux.cfg (segue esempio):
/boot/syslinux/syslinux.cfg su /dev/sda3
timeout 10
ui menu.c32
label Other Linux
linux /boot/vmlinuz-linux
initrd /boot/initramfs-linux.img
append root=/dev/sda3 ro quiet
label MAIN
com32 chain.c32
append hd0 0
Tratta dalla pagina utente di Djgera.
Usare memtest
Si installi memtest86+ dai repository ufficiali.
Si utilizzi questa sezione LABEL per effettuare il boot di memtest.
/boot/syslinux/syslinux.cfg
LABEL memtest
MENU LABEL Memtest86+
LINUX ../memtest86+/memtest.bin
HDT
HDT (Hardware Detection Tool) è uno strumento per visualizzare informazioni sull'hardware. Come sempre, il rispettivo modulo .c32 dovrà essere copiato (o si dovrà creare un link simbolico) in /boot/syslinux.
Per i dispositivi PCI, si copi o si crei un link simbolico da /usr/share/hwdata/pci.ids a /boot/syslinux/pci.ids e si aggiunga quanto segue al proprio file di configurazione:
/boot/syslinux/syslinux.cfg
LABEL hdt
MENU LABEL Hardware Info
COM32 hdt.c32
Riavvio e spegnimento
Si usino le seguenti sezioni per riavviare o spegnere la macchina:
/boot/syslinux/syslinux.cfg
LABEL reboot
MENU LABEL Reboot
COM32 reboot.c32
LABEL poweroff
MENU LABEL Power Off
COMBOOT poweroff.com
Menù pulito
Per pulire lo schermo dopo l'uscita dal menù, si aggiunga la seguente riga al file di configurazione:
MENU CLEAR
Mappatura tastiera
Se si necessita di modificare continuamente i propri parametri di boot, si potrebbe voler cambiare la mappatura della tastaera, affinchè risulti più facile inserire i caratteri =, / ed altri su una tastiera non americana.
Innanzitutto si deve creare una mappatura compatibile (nell'esempio si utilizzerà quella tedesca):
# cp /usr/share/kbd/keymaps/i386/qwerty/us.map.gz ./
# cp /usr/share/kbd/keymaps/i386/qwertz/de.map.gz ./
# gunzip {de,us}.map.gz
# mv de.{,k}map
# mv us.{,k}map
# keytab-lilo de > de.ktl
L'ultimo comando dovrà essere eseguito come root, altrimenti non funzionerà.
Si copi de.ktl in /boot/syslinux e si imposti il proprietario a root:
# chown root:root /boot/syslinux/de.ktl
Ora si modifichi il proprio syslinux.conf aggiungendo:
KEYMAP de.ktl
Si utilizzi l'opzione
/boot/syslinux/syslinuxcfg
MENU HIDDENper nascondere il menu e visualizzare solamente il timeout. Si prema un tasto qualsiasi per mostrarlo nuovamente.
Pxelinux
Pxelinux è fornito dal pacchetto syslinux.
Si copi il bootloader pxelinux (fornito dal pacchetto syslinux nella directory /boot del client.
# cp /usr/lib/syslinux/bios/pxelinux.0 "$root/boot" # mkdir "$root/boot/pxelinux.cfg"
Si noti la creazione della directory pxelinux.cfg, dove pxelinux cerca il file di configurazione di default. Dal momento che non si intende fare differenze tra i MAC dei vari host, sarà creato il file di configurazione default.
# vim "$root/boot/pxelinux.cfg/default"
default linux label linux kernel vmlinuz-linux append initrd=initramfs-linux.img quiet ip=:::::eth0:dhcp nfsroot=10.0.0.1:/arch
Se si utilizza NBD, modificare la riga append come segue:
append ro initrd=initramfs-linux.img ip=:::::eth0:dhcp nbd_host=10.0.0.1 nbd_name=arch root=/dev/nbd0
La sintassi del file di configurazione di pxelinux è identica a quella di syslinux: si faccia riferimento alla documentazione ufficiale per ulteriori informazioni.
Il kernel e l'initrd saranno trasmessi via TFTP, perciò i percorsi saranno relativi alla root del server TFTP, oppure il filesystem root potrebbe essere proprio quello montato tramite NFS: in questo caso i percorsi saranno relativi alla root del server NFS.
Per avviare pxelinux, si sostituisca filename "/grub/i386-pc/core.0"; nel file /etc/dhcpd.conf con filename "/pxelinux.0".
Risoluzione dei problemi
Utilizzare il prompt di Syslinux
È possiblie scrivere il valore del parametro LABEL corrispondente al sistema operativo che si vuole eseguire. Se si sono utilizzate le configurazioni d'esempio, si scriva:
boot: arch
Se si ottiene un errore di caricamento del file di configurazione, èp possibile passare manualmente i parametri di boot:
boot: ../vmlinuz-linux root=/dev/sda2 ro initrd=../initramfs-linux.img
Se non si ha accesso a boot: in ramfs e si è quindi impossibilitati ad effettuare il boot del kernel, si proceda come segue:
- 1. Si crei una directory temporanea per montare la propria partizione root (se non esiste già):
# mkdir -p /new_root
- 2. Si monti
/in/new_root(Se boot è si una partizione separata, si dovrà montare anche quest'ultima):
# mount /dev/sd[a-z][1-9] /new_root
- 3. Si utilizzi
vime si modifichi il propriosyslinux.cfgsecondo le proprie preferenze e si salvi.
- 4. Riavviare.
Il fsck fallisce sulla partizione root
Nell'eventualità di una partizione root corrotta (con danni al journal) si monti il filesystem di root nella shell di emergenza del ramfs:
# mount /dev/partizione root /new_root; ## Si monti la partizione root
Procurarsi l'eseguibile tune2fs dalla partizione root (non è incluso in syslinux):
# cp /new_root/sbin/tune2fs /sbin/;
Si seguano quindi le seguenti istruzioni per creare un nuovo journal per la partizione root.
DEFAULT o UI non trovati
Alcuni produttori di schede madri non hanno un buon supporto al boot da dispositivi USB. Se, ad esempio, un drive USB formattato in Ext4 potrebbe bootare tranquillamente su un PC più recente, macchine più vecchie potrebbero bloccarsi se la partizione di boot contenente "kernel" e "initrd" non si trova su una partizione FAT16. Per ovviare al problema, si crei una partizione FAT16 (con dimensione minore o uguale a 2GB) e la si formatti con dosfstools:
# mkfs.dosfs -F 16 /dev/sda1
Poi si installi e configuri Syslinux.
Missing Operating System
Se si ottiene questo messaggio, si controlli se la partizione di /boot ha la flag di boot attiva. In caso affermativo, probabilmente la partizione inizia al settore 1 invece che al 63 o al 2048. Si controlli con fdisk -l. Se inizia al settore 1, si sposti la partizione con gparted da un disco di ripristino. Se si ha una partizione /boot separata, si effettui il backup con:
# cp -a /boot /boot.bak
E si effettui il boot con il disco di installazione di Arch. Si usi poi cfdisk per cancellare la partizione di /boot e la si ricrei: ora dovrebbe iniziare al settore giusto (63). Si montino quindi le proprie partizioni e si effettui il chroot nel sistema Arch installato su disco, come descritto nella Beginners guide. Si ripristini il backup di /boot con:
# cp -a /boot.bak/* /boot
Si controlli se /etc/fstab è corretto e poi si esegua:
# syslinux-install_update -iam
Si riavvii quindi il sistema.
È possibile ottenere questo errore anche se si prova ad effettuare il boot da un array RAID md1 creato con una versione dei metadata non supportata da Syslinux. A partire da Agosto 2013, mdadm crea un array con la versione metadata 1.2, mentre Syslinux supporta solo la 1.0. Sarà quindi necessario ricreare il proprio array RAID passando l'opzione --metadata=1.0 a mdadm.
Viene eseguito Windows al posto di Syslinux!
Soluzione: Assicurarsi che la partizione di /boot abbia la flag di boot attiva e che quella di Windows non la abbia. Si veda la sezione "Installazione" di questo articolo per ulteriori dettagli.
Il MBR che fornisce Syslinux cerca la prima partizione attiva ad avere la flag di boot abilitata, quindi è probabile che quella di Windows sia stata trovata per prima e che avesse la flag di boot attiva. Se lo si desidera, è possbiile utilizzare anche il MBR fornito da Windows o MS-DOS fdisk.
Le voci del menù non hanno effetto
Se si seleziona una voce del menù di boot e non succede niente a parte il ricaricamento dello stesso, è probabile che si abbia un errore nel proprio syslinux.cfg. Si prema tab per modificare i propri parametri di boot. In alternativa si prema esc e si scriva il valore del parametro LABEL corrispondente al sistema da avviare (ad esempio arch).
Impossibile rimuovere ldlinux.sys
Il file ldlinux.sys ha l'attributo immutable impostato, che ne impedisce la rimozione o sovrascrittura. Questo comportamento si verifica poichè il settore sul quale risiede il file in questione non deve cambiare, altrimenti Syslinux dovrà essere reinstallato.
Per rimuovere il file si esegua:
# chattr -i /boot/syslinux/ldlinux.sys # rm /boot/syslinux/ldlinux.sys
Problema:
A partire da linux-3.0, il driver del modesetting tenta di mantenere il contenuto corrente dello schermo dopo il cambio di risoluzione (o almeno questo si verifica sulla mia Intel, quando utilizzo Syslinux in modalità testuale). Pare che tale comportamento crei problemi se si usa il modulo vesamenu di Syslinux (il quadrato bianco rappresenta infatti un tentativo di salvare il menù di Syslinux, ma il driver non riesce a catturare l'immagine dalla modalità grafica VESA).
Se si è scelta una risoluzione personalizzata e si utilizza vesamenu assieme al modesetting, si provi ad inserire la seguente riga nel syslinux.cfg per rimuovere il quadretto bianco e continuare il boot in modalità grafica:
APPEND root=/dev/sda6 ro 5 vga=current quiet splash
Il chainloading del bootloader di Windows non funziona quando Windows si trova su un drive diverso
Se Windows è installato in un hard disk diverso da Arch e si riscontrano problemi nel chainloading, si provi con la seguente configurazione:
LABEL Windows
MENU LABEL Windows
COM32 chain.c32
APPEND mbr:0xdfc1ba9e swap
si sostituisca il codice MBR con quello del drive dove è installato Windows (Si veda sopra), e si aggiunga swap alle opzioni.
Vedere anche
- Il sito del progetto Syslinux.
- configurazione di PXELinux